GAYLIB A BERLUSCONI: CI ASCOLTI SU COPPIE OMOSESSUALI PROPOSTA ALTERNATIVA A SINISTRA: REGISTRO UNIONE OMOAFFETTIVA

mercoledì 13 febbraio 2008 , di DIRE

 

Roma, 13 feb. – “Silvio Berlusconi e Stefania Prestigiacomo parlino davvero per le liberta’ e per l’interesse dei cittadini: con la nostra proposta del riconoscimento dei diritti delle sole coppie gay non esiste il problema di attacco alla famiglia tradizionale”. Lo afferma Enrico Oliari, presidente di GayLib (i gay liberali di centrodestra), secondo cui “concentrare la campagna elettorale sul falso perbenismo in nome delle liberta’ e’ un controsenso: la famiglia- spiega Oliari- e’ indebolita dall’alto costo della vita, dal caro casa e dagli stipendi deboli, cose della quali e’ responsabile la classe politica, non dal desiderio delle coppie gay di vedere riconosciute le loro unioni”.
Oliari sostiene, infine, che “noi gay di centrodestra abbiamo una proposta alternativa a quella delle sinistre, che e’ il Registro dell’unione omoaffettiva: se Berlusconi vuole un centro-destra europeo, dovrebbe almeno ascoltarci”

 

 

 

 

Il movimento Gay del centrodestra presenta al cav. Berlusconi le sue rivendicazioni, decisamente più attenuate rispetto a quelle che a suo tempo i movimenti Gay di sinistra presentarono al premier Prodi senza però ottenere alcunchè di positivo al meno dal lato pratico.

Dagli articoli apparsi (pochi) l’avvenimento è stato definito “imbarazzante” e accompagnato da un certo “gelo” da parte dei personaggi politici presenti ed anche dall’intera assemblea.

Debbo dire che ancora una volta i movimenti gay italiani mancano assolutamente di coesione; ritengo infatti che, se detti movimenti non procederanno ad un’unificazione decisa ad ottenere riconoscimenti e diritti che attualmente vengono elusi, le richieste fatte a macchia di leopardo dall’uno o dall’altro schieramento saranno destinate  a naufragare infrante contro il muro eretto dal Vaticano e dal suo capo PapaRatzy.

Allo scopo e per fornire un esempio,  mi viene in mente un episodio occorso in Inghilterra credo dopo la seconda guerra mondiale, allorchè le casalinghe del Regno Unito boicottarono gli aumenti effettuati sulla carne (mi pare di maiale) che era e forse è ancora la base del pranzo degli Inglesi.

In altre parole l’unione delle massaie ha fatto si che non comprando la carne il prezzo scendesse immediatamente.

Le leggi dell’economia sono ferree: a domanda inesistente il prodotto cala di prezzo.

Esempio, dicevo, per definire che l’unione ha dato i suoi frutti. Credo e spero che se così fosse anche i diritti dei gay sarebbero già stati riconosciuti, magari partendo dai più immediati per giungere – per chi lo desidera – anche all’adozione.

Sicuramente devo essere utopico nel mio pensiero, ma se la lobby gay statunitense è così forte,  forse è che non ne fa per prima cosa un problema “partitico” ma per prima cosa pensa al bene dei partecipanti la lobby stessa … potrebbe essere una cosa cui pensare !

25 aprile: Informazione e Rifondazione

14 Febbraio 2008

Il 25 aprile si terrà il V2 Day sulla libera informazione in un libero Stato. Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato “crede” di decidere. Disinformare è il miglior modo per dare ordini.
Si raccoglieranno le firme per tre referendum: l’abolizione dell’ordine dei giornalisti creato da Mussolini, presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all’editoria, che la rende dipendente dalla politica, e l’eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione, per un’informazione libera dal duopolio partiti-Mediaset.
La principale manifestazione “dovrebbe” tenersi a Torino, in piazza Castello. Il condizionale è dovuto al veto di Rifondazione Comunista di usare la piazza nel giorno della Liberazione. Io credo che le piazze non siano di proprietà dei partiti e che il 25 aprile non sia una data del calendario riservata a Bertinotti. E’ una grande festa nazionale, si celebra la fine della guerra e la speranza di una vera democrazia, in seguito tradita mille volte dai partiti.

  

  

In merito alla raccolta di firme per i tre referendum mi pronuncio solo sul secondo che credo profondamente doveroso anche perchè in questo modo si possono eliminare storture come quella rappresentata dal giornalino del Ceppalonico che riceve (se non ricordo male) circa 1 milione di euro di contributo e peccato che non ci siano giornalisti alle dipendenze … caro questo giornaletto!

Personalmente non eliminarei l’Ordine dei Giornalisti, mentre presenterei un D.L. per la modifica della legge Gasparri.

LA FESTA DEGLI INNAMORATI

E’ San Valentino, manda il tuo messaggio

Biglietti d’auguri con i cuoricini, cioccolatini, inviti a cena? Sì, ma cosa c’è di meglio che inviare online la propria dichiarazione d’amore? Ora si può…

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Ogni anno ecco puntuale la festa degli innamorati e puntuale ecco arrivare la macchina del consumismo pronta ad incassare danaro e sfruttare l’occasione giusta.  Comunque è forse la festa più attesa di tutto l’anno lasciando perdere le polemiche spero che tutti quelli che hanno il cuore impegnato se la godano questa festa che festa non è.

“Il Tesoretto”

“Il Tesoretto”

Napolitano riduce le spese – Tagli al numero dei Corazzieri

Il bilancio di previsione per il Quirinale scende di 800 mila rispetto al 2006
Trasferiti trenta militari del corpo della guardia presidenziale. Soppresse alcune indennità

<B>Napolitano riduce le spese<br>Tagli al numero dei Corazzieri</B>Corazzieri a cavallo

ROMA – Giorgio Napolitano riduce tutte le voci di spesa del Quirinale, compreso il corpo dei Corazzieri. Nel 2008, il Quirinale spenderà 240 milioni di euro, 800 mila euro in meno rispetto all’anno precedente. Le previsioni di risparmio proseguiranno anche negli anni successivi mostrando per la prima volta una significativa inversione di tendenza. Il bilancio stilato per i prossimi tre anni, 2007-2009, prevede addirittura una riduzione di 3,5 milioni rispetto a quanto era stato ipotizzato in precedenza.

La scure della riduzione delle spese si è abbattuta anche sul corpo scelto, ed amatissimo, che ha cura della sicurezza del Palazzo e della persona del Presidente della Repubblica. Il numero dei Corazzieri, reggimento storico risalente al Regno d’Italia, è stato ridotto di oltre il 10 per cento in appena un anno, passando da 267 unità a 237.

In una nota illustrativa pubblicata dal segretario generale della presdienza, Donato Marra spiega che “la riduzione, già annunciata, è stata conseguita attraverso la riduzione del personale (circa una cinquantina di persone, ndr); la cessazione del meccanismo di allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato, e la soppressione di alcune indennità”.

Tutta la struttura del personale verrà rivista radicalmente. Nella nota del Quirinale annuncia una riorganizzazione amministrativa radicale che “comprenderà la pianta organica del personale di ruolo e dei contingenti del personale distaccato e comandato o a contratto, sulla base di una accurata revisione dei fabbisogni di personale”. I Corazzieri sono solo l’inizio

Scontro sul tesoretto, i sindacati: distribuirlo subito

ROMA (12 febbraio) – E’ scontro sul tesoretto fra il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa e i sindacati. «Il tesoretto non c’è. L’ho detto a dicembre e nel frattempo la situazione è solo peggiorata», ha dichiarato Padoa-Schioppa, che frena così sulle ipotesi di un alleggerimento a breve della pressione fiscale in Italia, come chiesto da varie esponenti del Pd. Pronta la replica dei sindacati: il tesoretto c’è e va distibuito subito ai lavoratori.

«Il tesoretto? Lo sapremo solo a marzo», ha poi precisato il ministro dell’economia rispondendo a chi gli chiede di commentare la frase attribuitagli da Repubblica. «Oggi – ha spiegato il ministro – è il 12 febbraio e tra un mese uscirà la relazione unificata sull’economia e la finanza. Solo in quel momento avremo un quadro aggiornato della situazione economica e dello stato dei conti. Prima di quel momento – ha proseguito – non saremo sufficientemente informati per pronunciarci. E dubito che altri al di fuori del ministero abbiano più informazioni di noi». Dunque, per il ministro, «quello che si legge in questo momento fa parte del dibattito elettorale. E io non intendo pronunciarmi».

«È perfettamente legittimo, ma solo entro i vincoli fissati nel programma di stabilità, fare manovre di bilancio, di ridistribuzione fiscale e che rafforzino gli investimenti pubblici», ha poi aggiunto Padoa-Schioppa. «E’ importante non deviare dal percorso verso l’obiettivo di medio termine» (cioè il pareggio di bilancio) e che tali misure restino nei vincoli Ue. Il ministro ha comunque sottolineato che prima della presentazione della relazione unificata, che avverrà il prossimo mese, non si potrà avere una situazione complessiva della situazione economica e dello stato dei conti pubblici.

«L’Italia esce dal reparto di terapia intensiva e va in corsia»: con
questa metafora il ministro dell’Economia commenta poi il fatto che l’Ue in maggio chiuderà la procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti del nostro paese. «L’opinione dell’Ecofin ci dà la certezza che a maggio l’Italia sarà esentata dalla procedura per decifit eccessivo», ha sottolineato il ministro dell’Economia. Ma poi ha ammonito: «L’Italia non è ancora dimessa, perché questo avverrà solo quando sarà raggiunto l’obiettivo di medio termine del pareggio di bilancio. Si esce dal braccio correttivo del patto Ue di stabilità di crescita e si entra in quello preventivo che impone ulteriori sforzi».

L’Ecofin ha intanto oggi dato il via libera al programma di stabilità 2007-2011aggiornato dell’Italia che fissa la strategia di finanza pubblica. Per quel che riguarda il nostro Paese, tre sono le principali indicazioni: rafforzare il bilancio 2008 attraverso misure più ambiziose; attuare pienamente la riforma delle pensioni per abbattere l’elevato livello del debito pubblico; migliorare l’efficienza e la qualità della spesa pubblica.

I sindacati: c’è e va distribuito. Sul tesoretto non si discute: «È la priorità da cui non si può prescindere», ha detto il lader della Cgil, Guglielmo Epifani. «Per il sindacato non cambia nulla. Ed è imbarazzante e singolare che nonostante sia
stato sfiduciato il governo presenti comunque le sue divisioni», conclude.

La Cisl invece non crede alle ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia. «Troppe volte ha detto una cosa e poi ci ha fatto trovare di fronte ad un’altra», ha spiegato il segretario della Cisl Raffaele Bonanni. «A noi risulta che l’extragettito – ha aggiunto – ammonti a più di dieci miliardi di euro ed ecco perchè riteniamo un errore non averlo ridistribuito, con agevolazioni fiscali, ai lavoratori e pensionati che sono gli unici che hanno la ritenuta alla fonte e pagano fino all’ultimo centesimo». Secondo Bonanni «è bene che questa discussione, anche poco seria, finisca. Perché non è possibile che tutti i ministri dicano che questi dieci miliardi ci sono e, poi, di volta in volta, si cambia opinione, creando sconcerto e sbandamento tra le persone che hanno più difficoltà a vivere. Questo non è giusto».

Le risorse del tesoretto «ci sono ma il Governo si divide su come utilizzarle e temo non saranno utilizzate per quello che chiediamo, cioè il taglio delle tasse per i lavoratori dipendenti, nè da questo Governo nè dal prossimo. È per questo che
ho detto che lo sciopero è solo rinviato», ha sottolineato anche il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti. «Premesso – ha aggiunto – che ho sempre ritenuto che le risorse c’erano e sarebbe stato opportuno metterle a disposizione quando il sindacato le chiedeva perché il Governo avrebbe fatto una cosa utile per i lavoratori e per se stesso, mi sembra molto probabile che si troverà il modo di far sparire il tesoretto: chiunque vincerà ci spiegherà che non ci sono le risorse per tagliare le tasse ai dipendenti ma ad altri sì».

Bertinotti: non sono d’accordo con Padoa-Schioppa. «Non sono d’accordo con il ministro Padoa-Schioppa, perché ci sono delle risorse economiche» per intervenire sui salari. Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, secondo il quale «non sono impugnabili limiti di bilancio contro la questione fondamentale di chi con mille euro al mese non arriva alla fine del mese». Un intervento, per Bertinotti, «si poteva fare nella scorsa Finanziaria o subito dopo, e si potrà fare in futuro».

Damiano: risorse ci sono. «I dati che io conosco mi dicono che le risorse ci sono. Ma bisogna fare presto, perché diminuire la pressione fiscale sulle retribuzioni è un bene per il paese al di là degli schieramenti politici». Così il ministro del lavoro Cesare Damiano sull’esistenza delle risorse necessarie per ridurre le tasse sul lavoro dipendente.

Bersani: riduzione tasse sui salari possibile. Il calo della pressione fiscale sui salari non può essere ridotto all’utilizzo di un qualche tesoretto, ma deve essere inserito in una operazione più strutturale di taglio della spesa. A sostenerlo è il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani. «Mai ragionato in termini di tesoretto – ha spiegato infatti il ministro – ma di manovra di riduzione delle tasse sui salari in un quadro di accordi sulla produttività e con impegni ad una riduzione della spesa pubblica, sui quali il Tesoro stava lavorando. Confermo quindi che ci sono le condizioni per fare un’operazione sui salari, in un quadro che presuppone impegni strutturali che sono alla nostra portata».

Almunia: no ai tagli fiscali. In Italia tutti i candidati alle prossime elezioni devono puntare al rafforzamento dei conti pubblici. È il messaggio che arriva dall’Europa, dove alle ipotesi di riduzione delle tasse o di aumento dei salari, al centro del dibattito politico di casa nostra, si risponde con la richiesta di «misure specifiche» per consolidare il bilancio già nel 2008. «Noi non partecipiamo alla campagna elettorale italiana – ha detto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, lunedì sera al termine della riunione dell’Eurogruppo – ma il rafforzamento del consolidamento delle finanze pubbliche è un buon messaggio per tutti i candidati», di centrodestra e di centrosinistra.

Il guardiano dei conti pubblici europei ha quindi ricordato i contenuti della raccomandazione rivolta al nostro Paese. «Innanzitutto abbiamo invitato l’Italia a rafforzare gli obiettivi di bilancio nel 2008, per garantire un adeguamento più ambizioso attraverso misure specifiche. Poi, sul fronte dell’elevato debito pubblico abbiamo chiesto di applicare pienamente la riforma pensionistica. Il ministro Padoa-Schioppa ci ha detto che ciò sta avvenendo, e noi accogliamo questo annuncio favorevolmente. La terza raccomandazione è infine quella di fare più sforzi per migliorare la qualità della spesa pubblica».

Anche il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha sottolineato la necessità che l’Italia lavori «ad un bilancio 2008 più mirato». Il nostro Paese, comunque – come ha ricordato Almunia – si avvia verso la chiusura del procedura di infrazione per deficit eccessivo aperta dall’Ue nel 2005.

CENSURA LEGALE

 DI PAOLO BARNARD

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. E’ la peggiore, poichè non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti “fuori dal coro”.

Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la liberta’d’informazione ve lo illustro citando il mio caso..
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la societa’civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto..

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (Little Pharma & Big Pharma). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunita’(il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA)..
L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003..
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte..
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare..

Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi..
All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sara’invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo..
La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sara’di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4).
E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.* *(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilita’legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho gia’detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, nè è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi)..
Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me..

La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poichè non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere..
Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifara’su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima.(6).

Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulita’..
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio¦ è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sara’lasciata morire nel giudizio in corso¦ Finira’tutto in nulla.(7).
Non sara’così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome..
Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, nè si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8).

Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sara’mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poichè abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilita’nei confronti soprattutto dei miei cari..
Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo gia’in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo..
Ecco come funziona la vera œscomparsa dei fatti, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ˜editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno..
Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori..
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare..
Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verita’.

Questo bavaglio ha e avra’sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema..
Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realta’, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinchè voi non la sottovalutiate..
In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sara’piacevole per me..
Hanno imbavagliato la mia liberta’professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perchè quello che sto facendo in queste righe è dire la verita’per il bene di tutti. Spero solo che serva..
Grazie di avermi letto.

Paolo Barnard.
dpbarnard@libero.it.
9.02.08.
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Note:
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1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004..
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo..
3) Nel volume œLe inchieste di Report (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: œ¦alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Universita’di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me..
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: œPer tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:¦porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria¦..
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: œLei in qualita’di avente diritto esonera la RAI da ogni responsabilita’al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria..
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005..
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18 .
8- Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: œla parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005¦. (si veda nota 4)