LA FESTA DEGLI INNAMORATI

E’ San Valentino, manda il tuo messaggio

Biglietti d’auguri con i cuoricini, cioccolatini, inviti a cena? Sì, ma cosa c’è di meglio che inviare online la propria dichiarazione d’amore? Ora si può…

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Ogni anno ecco puntuale la festa degli innamorati e puntuale ecco arrivare la macchina del consumismo pronta ad incassare danaro e sfruttare l’occasione giusta.  Comunque è forse la festa più attesa di tutto l’anno lasciando perdere le polemiche spero che tutti quelli che hanno il cuore impegnato se la godano questa festa che festa non è.

CENSURA LEGALE

 DI PAOLO BARNARD

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell’informazione di cui non si parla mai. E’ la peggiore, poichè non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell’appoggio dell’indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l’opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti “fuori dal coro”.

Si tratta, in sintesi, dell’abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ’scomode’. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la liberta’d’informazione ve lo illustro citando il mio caso..
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la societa’civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto..

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (Little Pharma & Big Pharma). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunita’(il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA)..
L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003..
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte..
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare..

Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi..
All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sara’invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo..
La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sara’di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4).
E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.* *(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilita’legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho gia’detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, nè è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi)..
Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me..

La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poichè non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere..
Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifara’su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima.(6).

Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulita’..
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio¦ è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sara’lasciata morire nel giudizio in corso¦ Finira’tutto in nulla.(7).
Non sara’così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome..
Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, nè si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8).

Non mi dilungo. All’epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sara’mai più un’inchiesta da me firmata sull’emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l’unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poichè abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste ‘coraggiose’. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilita’nei confronti soprattutto dei miei cari..
Così la mia voce d’inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo gia’in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo..
Ecco come funziona la vera œscomparsa dei fatti, quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli ˜editti bulgari’, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno..
Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori..
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare..
Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verita’.

Questo bavaglio ha e avra’sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema..
Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l’energia possibile questa realta’, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinchè voi non la sottovalutiate..
In ultimo. E’ assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d’allarme, e ciò non sara’piacevole per me..
Hanno imbavagliato la mia liberta’professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perchè quello che sto facendo in queste righe è dire la verita’per il bene di tutti. Spero solo che serva..
Grazie di avermi letto.

Paolo Barnard.
dpbarnard@libero.it.
9.02.08.
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Note:
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1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004..
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo..
3) Nel volume œLe inchieste di Report (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: œ¦alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Universita’di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me..
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: œPer tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:¦porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria¦..
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: œLei in qualita’di avente diritto esonera la RAI da ogni responsabilita’al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria..
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005..
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18 .
8- Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: œla parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005¦. (si veda nota 4)